Mený

 

Sa dieta

di Ottavio Altea

L’antica lotta, sempre attuale, del padrone con i servi si ripete anche in questo lavoro teatrale.
L’autore ha scelto un termine moderno per dare il titolo alla commedia, ma in realtà, i tre servi, sono costretti da lui ad una dieta forzata. Per produrre sempre di più tutti i dipendenti sono legati con una grossa catena al posto di lavoro. Mangiare è una perdita di tempo, possono assolvere a questo compito anche stando incatenati , penserà lui a fornire loro un pasto frugale: un piatto di fave lesse (per tutt’e tre) “Custa benid de Seddori… Bell’a coi e non potad fazzoni!” Uno dei servi sbuccia le fave e mette le bucce da parte: “fiat po mi ddu pappai a buch’e sabòri!” I colpi di scena si susseguono velocemente dando alla commedia un aspetto brillante e godibile, pur nella sua complessa drammaticità.

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